14/10/2004

miss blog -- quarta prova

decalogo

Il mio primo principe azzurro l’ho trovato in prima elementare. Con il cuore gonfio d’amore come solo una bimba di sei anni può avere, gli ho mandato un bigliettino durante la ricreazione. Ti amo, c’era scritto. Sei bruta, la risposta. Sì, bruta, con una sola T. Almeno è stato educato ed ha risposto. L’errore grammaticale mi ha fatto capire che questo principe tanto azzurro non era.

 

Prima regola del principe azzurro: deve saper scrivere correttamente.

 

Quanto possono essere spietati i bambini delle elementari… al quarto anno arriva in classe un nuovo elemento: bello, alto, abbronzato, con un occhio blu e uno nero. Un vero principe, ho pensato. Ho pensato anche di essere ormai grande abbastanza da dichiararmi senza bigliettini. All’uscita da scuola gli sono andata incontro, gli ho dato un bacio sulla guancia e tremando gli ho detto “mi piaci”. Evidentemente non se l’aspettava, visto che mi ha mandato in quel posto a velocità supersonica. Il giorno dopo tutti ridevano di me, di quella brutta spilungona che si credeva degna di lui.

 

Seconda regola del principe azzurro: non deve essere bellissimo.

 

Ovviamente durante quel periodo terribile che è l’adolescenza si cambia e si migliora. Io in qualche modo sono sbocciata, e ho iniziato per lo meno ad essere apprezzata per il mio aspetto. Il mio primo amore corrisposto sapeva scrivere correttamente e non era bello. Meravigliose limonate dietro il muretto dell’oratorio, passeggiate mano nella mano, a volte veniva anche a prendermi a scuola. Poi un giorno ha iniziato a dire che voleva uscire con gli amici, che voleva divertirsi. E io non capivo, e lo angosciavo. Alla fine ha preferito gli amici a me.

 

Terza regola del principe azzurro: non deve essere troppo legato agli amici.

 

Verso i quindici anni ho creduto davvero di averlo trovato, sto benedetto principe. Un amico carissimo, simpatico, brillante, con un solo amico molto comprensivo. Per molto tempo ci siamo frequentati come e più di una coppia. Io lo amavo segretamente, temendo di rovinare l’amicizia. Poi un giorno mi sono decisa: lui da un po’ era molto carino con me, qualcuno mi aveva detto che nutriva interesse per me. E allora l’ho baciato. Un bacio vero. Una settimana dopo lui si è messo con un’altra, e io ho perso il ragazzo e l’amico. Che botta. Dopo un po’, osservando le ragazze che ha avuto, ho notato che tutte e dico tutte avevano un bel culo sporgente e poche tette. Ecco perché.

 

Quarta regola del principe azzurro: non può essere un amico: l’amicizia non si trasforma in amore.

 

Quinta regola del principe azzurro: se hai le tette, non innamorarti di uno che preferisce il culo.

 

Un giorno, avevo poco più di sedici anni, conosco colui che è stato il mio principe per ben due anni: carino ma non troppo, scrittore di poesie, con un bel gruppo di amici, ma tutti autonomi. Per non diventargli amica e beccare un’altra fregatura, velocemente gli ho fatto capire il mio interesse, e in men che non si dica ci siamo messi insieme. Una bella storia, felice fino a un certo punto, quando cioè mi sono accorta che ero diventata più attraente e potevo avere di meglio. Nello stesso momento in cui lui ha iniziato ad ingrassare, ingrassare, ingrassare. Più io diventavo bella, più lui imbruttiva, sia fuori che dentro. Al culmine della mia bellezza, verso i diciotto anni, lui era un brutto suino maleducato. E io l’ho lasciato.

 

Sesta regola del principe azzurro: deve amare anche un po’ se stesso, oltre alla sua donna.

 

Quasi immediatamente dopo essere tornata single, si fa avanti un nuovo principe azzurro: il classico bravo ragazzo, di buona famiglia, simpatico e colto, single convinto da tempo, ambito da tutte le ragazze. Un amore grandissimo, per gran parte molto felice e sereno. La ragazzina inquieta che ero si è gradualmente trasformata in una signorina a modo, educata, con i capelli lunghi, ben vestita. Tutto perché lui lo voleva. Ci siamo amati molto, e per oltre tre anni. Solo che lui riusciva a convincermi di cose in cui non credevo, cercava ogni giorno di trasformarmi in una persona che non ero io. E se per tre anni sono stata la sua donna ideale, un evento di poca importanza mi ha fatto vedere tutto con chiarezza, e sono tornata me stessa. Chiudendo il rapporto.

 

Settima regola del principe azzurro: deve piacere a te e non ai tuoi genitori.

 

Ottava regola del principe azzurro: non deve tentare di cambiarti, devi piacergli così come sei.

 

Dopo tutte queste avventure amorose, un periodo di solitudine è stata l’unica cosa che desiderassi davvero. E mi sono veramente divertita, finalmente libera. E nel momento di più grande divertimento, quando proprio di principi azzurri non volevo saperne, è arrivato LUI.

Lui è il vero principe azzurro.

Infatti l’ho sposato.

E sono davvero felice.

 

Nona regola del principe azzurro: arriverà di sicuro nel momento in cui meno te lo aspetti.

 

Decima regola del principe azzurro: quando lo trovi, sposalo!

 

 

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di aluccia at 23:45:42 16 Commenti